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Il primo ministro norvegese Erna Solberg ha recentemente rinnovato l'impegno a proseguire nello sviluppo dell'industria dell'acquacoltura affinché possa fornire al Paese risorse ad un più alto valore aggiunto, mantenendo un ridotto impatto ambientale. In prospettiva, molti economisti prevedono che la produzione di prodotti ittici

soppianterà nel medio termine l'oil&gas come principale prodotto di esportazione norvegese e fonte principale di ricchezza del Paese.

Nel 2017 la Norvegia ha esportato 2,6 milioni di tonnellate di pesce, con un giro d'affari di circa 11,7 miliardi di dollari. Sul totale del pesce esportato nel 2017, il 72% viene dall'acquacoltura e il 28% dalla pesca vera e propria. Il salmone atlantico e' la specie più importante e rappresenta oltre il 68% del totale dell'export di prodotti ittici in termini di valore e il 38% in termini di volume, segue la trota mentre il merluzzo, altro prodotto primario di esportazione norvegese, non e' invece ancora sfruttato in modo intensivo in acquacoltura.

Le sfide del futuro sono rappresentate dalla salvaguardia dell'ambiente, dalla produzione dei mangimi e dalla qualità del prodotto. Le attività di pesca, acquacoltura e trasformazione del pesce sono attività ad alta intensità di manodopera che richiedono una vasta gamma di abilità e competenze, creando così grandi opportunità di impiego per biologi marini, tecnici della trasformazione e marinai.  (Farnesina)

 

 

 

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