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L'Angola spende circa USD 250 milioni al mese per le importazioni di alimenti e circa USD 30 milioni nelle operazioni di servizio nello stesso periodo, ha annunciato il governatore del Banco Nazionale dell'Angola (BNA).Parlando a margine della 13ª edizione dello studio "Banca in esame 2017", elaborato dalla Deloitte Angola,

José de Lima Massano ha anche detto che il Paese ha esigenze di privati che si aggirano intorno a USD 50 milioni a settimana. Secondo il governatore della banca centrale, tale scenario "deve essere corretto alla ricerca di un ambiente che favorisca la crescita del Paese" e la conseguente "inclusione sociale"."Quindi è un sacrificio che si domanda a tutti, ma felicemente ciò si è verificato e occorso, ad esempio, nelle ultime due sessioni di vendita all'asta organizzate dal BNA, dove abbiamo già visto le banche partecipare con margini più piccoli (... )", ha spiegato. Alla domanda circa il "continuo deprezzamento" del kwanza, José de Lima Massano ha riferito che l'organo che dirige è alla ricerca di un equilibrio, ricordando che le riserve del Paese "sono limitate.""Corriamo il rischio, se vogliamo fare quello che abbiamo fatto fino ad ora, di accentuare la direzione di caduta e portiamo l'economia e la società a livelli di sacrificio molto più elevati rispetto a quelli che, a questo punto, abbiamo raggoiunto", ha affermato.

In questo momento, ha segnalato, "oggi abbiamo il mercato che è più stabile, l'accesso alla moneta è più regolare, abbiamo anche uno spazio minore per le pratiche speculative nel mercato valutario.""E anche un incentivo maggiore, sia per la produzione domestica, per noi è fondamentale, soprattutto, guardando a ciò che il Paese continua a consumare, in particolare con i beni alimentari", ha giustificato. Per quanto riguarda il differenziale di cambio nel mercato formale e informale, il governatore del BNA ha aggiunto che all'inizio del 2018 il differenziale era del 150%, raggiungendo al momento circa il 19%."Cioè, siamo sulla buona strada, sono necessari sacrifici, purtroppo, non sono necessariamente buone notizie, ma è quello che dobbiamo fare per avere un ambiente di crescita più favorevole", ha concluso. (ICE LUANDA)

 

 

 

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